“Perché ho bisogno di saperlo.”

L’infermiera si mosse a disagio.

“Dottore, forse questo può aspettare.”

«No», disse Joanna. «Se c’è qualcosa che non va con il mio bambino, dimmelo subito.»

Il volto di Robert cambiò. La maschera di calma del medico cadde, rivelando un vecchio uomo che portava dentro un dolore troppo grande per essere nascosto.

“Non ha niente che non va”, ha detto. “Ma credo di conoscere la sua famiglia.”

Per mesi, famiglia aveva significato solo Joanna. Le sue mani sullo stomaco. La sua voce in un appartamento vuoto. Il suo corpo dolorante in piedi durante i lunghi turni al ristorante perché non c’era nessun altro.

«Il nome del padre», ripeté Robert a bassa voce.

«Logan», disse lei.

Robert chiuse gli occhi.

“Logan Wright?”

Il cuore di Joanna fece un balzo. Non aveva mai comunicato all’ospedale il cognome di Logan.

“Come fai a saperlo?”

Robert aprì gli occhi.

“Perché è mio figlio.”

Quelle parole risuonarono come una confessione. Joanna lo fissò, troppo stanca per capire se avesse capito male.

«Logan è mio figlio», ripeté Robert. «Non sapevo della gravidanza. Lo giuro.»

Qualcosa, sepolto sotto mesi di solitudine, bollette non pagate, caviglie gonfie, paura e rabbia, si stava risvegliando dentro di lei.

«Se n’è andato quando gliel’ho detto», disse lei. «Ha detto che aveva bisogno di aria. Ha preparato una borsa e ha promesso che mi avrebbe chiamato». La sua voce si incrinò, ma si sforzò di continuare a parlare. «Non l’ha mai fatto».

Robert abbassò lo sguardo.

“Mi dispiace.”

«Dov’è?» chiese Joanna con tono perentorio. «Se è tuo figlio, dov’è?»

Robert guardò la bambina, poi di nuovo lei.

“Non lo so.”

“Cosa intendi dire, che non lo sai?”

“Non lo vedo da sette mesi.”

L’infermiera mise il bambino tra le braccia di Joanna. L’istinto ebbe la meglio. Lo strinse a sé, inalando il suo caldo profumo di neonato. Suo figlio si calmò quasi subito.

«La notte in cui ti ha lasciato», disse Robert, «è venuto da me».

Joanna alzò lentamente lo sguardo.

«Era terrorizzato. Non l’avevo mai visto così. Diceva di aver commesso un errore, di dover andarsene, che lo stavano cercando. Pensavo avesse dei debiti. Pensavo si fosse cacciato nei guai. Era sempre stato impulsivo.»

“Ti ha parlato di me?”

«No. Non ha parlato di te. Non ha parlato di un bambino.» Il volto di Robert si contrasse per il rimpianto. «Se avesse…»

Joanna aspettò