Un presunto sistema organizzato per aggirare le norme del Decreto Flussi e favorire l’ingresso in Italia di cittadini extracomunitari attraverso false assunzioni è al centro dell’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto, che hanno eseguito 30 misure cautelari nelle province di Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Verona, Ragusa e Latina.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto e dalla Procura di Bari, ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata a sfruttare in modo fraudolento il meccanismo previsto dal Decreto Flussi, utilizzando richieste di assunzione ritenute fittizie per ottenere il rilascio dei nulla osta all’ingresso.
Il presunto sistema
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la rete si avvaleva di intermediari operanti all’estero, incaricati di individuare cittadini extracomunitari interessati a entrare in Italia. Dopo aver concordato il pagamento delle somme richieste, venivano predisposte le domande di nulla osta per lavoro subordinato o stagionale attraverso il portale del Ministero dell’Interno.
Le pratiche indicavano posti di lavoro che, secondo l’ipotesi accusatoria, in diversi casi sarebbero stati inesistenti oppure non realmente necessari alle aziende coinvolte.
Una volta ottenuto il nulla osta e completati gli adempimenti presso consolati, prefetture e altri uffici competenti, i cittadini stranieri potevano richiedere il permesso di soggiorno e fare ingresso regolarmente nel territorio italiano.