Quel pomeriggio stesso, Elise aprì un conto corrente privato completamente nuovo, trasferì i suoi accrediti diretti e raccolse tutte le ricevute che riuscì a trovare.
Quando finalmente arrivò a casa, iniziò a imballare gli effetti personali di Bennett in scatole di cartone con una calma metodica e glaciale che le faceva venire i brividi.
Domenica sera, per errore, le ha inviato una foto di due bicchieri davanti a un camino, con la mano di Heather appoggiata sulla sua gamba, mentre indossava la stessa camicia blu scuro che lui le aveva piegato davanti.
Elise inoltrò l’immagine a Naomi con una sola, chiara frase.
“Un’ulteriore prova a nostro favore”, scrisse.
Mentre sigillava l’ultima scatola con del robusto nastro adesivo marrone, si rese conto che Bennett non aveva la minima idea di cosa avrebbe trovato al suo ritorno a casa.
Capitolo 2: La verità
Lunedì Bennett è tornato molto prima del previsto, entrando dalla porta principale con la valigia nera in mano e il persistente profumo di un profumo floreale che gli impregnava la camicia.
Entrò nella camera da letto principale e rimase immobile, a fissare la scena che gli si presentava davanti.
Le sue cose erano allineate ordinatamente vicino alla porta: quattro scatole di cartone, due borsoni e la sua costosa macchina del caffè avvolta con cura nel pluriball.
Ogni cosa era organizzata per categoria, con etichette chiare scritte con un pennarello indelebile nero che indicavano nel dettaglio il contenuto di ciascuna scatola.
Elise era in cucina e sorseggiava con nonchalance una tazza di caffè nero, come se fosse un lunedì mattina come tanti altri.