Con voce segnata dall’emozione, aveva spiegato che l’unica cosa davvero importante è sapere che siano al sicuro e in buone condizioni.Nel suo appello, come ricorderete, aveva nvitato Alisya e Sarah a mettersi in contatto con la famiglia, sottolineando che qualsiasi ragione possa averle spinte ad allontanarsi può essere affrontata insieme, ribadendo di non provare rabbia nei loro confronti, ma soltanto il desiderio di riabbracciarle e capire cosa sia accaduto.

Ancora una volta, Valentina è intervenuta, direttamente tra le mura domestiche di Minturno, dichiarando: «La testa mi dà speranza, il cuore no», sorretta dal marito, padre delle due sorelline, che assiste alle ricerche, tra Civitella Alfadena e il lago di Barrea, dicendo: «Oggi sono sette giorni che le mie figlie sono sparite, mi rivolgo di nuovo a loro: “Ali, Sarah, tornate, dateci notizie”. E vorrei solo precisare che non è vero affatto che le bambine non volevano nè vedermi nè sentirmi, come dice qualcuno».
Intanto il tempo passa. Sono sette giorni che delle due sorelline, scomparse dalla Comunità protetta “Ofh hope” nel cuore del Parco d’Abruzzo, si sono perse le tracce. Alisya, 16 anni, e Sarah, 12, si sono volatilizzate, di loro non si sa nulla. Le parole della madre rappresentano il volto più umano di una vicenda ancora avvolta dall’incertezza. Mentre le ricerche continuano e gli investigatori cercano elementi utili, la speranza resta quella di ricevere presto notizie rassicuranti e di porre fine a giorni di ansia e sofferenza che stanno segnando profondamente l’intera famiglia.